La Psicoterapia

La psicoterapia è qualsiasi forma di aiuto e di cura attraverso il rapporto interpersonale. In senso generale, è psicoterapia quanto di utile può derivare al soggetto, per la soluzione dei propri problemi e la scomparsa dei propri disturbi, dall’incontro con un’altra persona o con persone, e dallo scambio diretto di parole e di messaggi non verbali. In modo più preciso e limitato, si può parlare di psicoterapia quando un aiuto del genere venga dato in modo intenzionale da parte di una o più persone che abbiano la capacità e la professionalità di farlo.

Perché chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta?

Chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta non vuol dire ammettere la sconfitta definitiva, delegando all’altro il compito di risolvere il problema, ma al contrario, avere l’umiltà di mettersi in discussione, assumendosi la responsabilità di orientare consapevolmente il proprio processo di crescita personale.

Significa darsi l’opportunità di incontrare i propri limiti, riconoscerli e individuare le risorse necessarie ad affrontare le situazioni che creano difficoltà e rendono faticosa l’espressione delle potenzialità individuali.

La psicoterapia è un percorso durante il quale, inevitabilmente, emergono le contraddizioni che appartengono ad ognuno di noi, ma che spesso non riusciamo ad decodificare chiaramente nel momento in cui le stiamo vivendo. L’intervento individuale può essere adatto nei casi di adolescenti e di adulti di tutte le età che appaiano in una fase più o meno avanzata di svincolo dal sistema familiare.

I criteri per poter organizzare un terapia individuale potrebbero essere schematizzati come segue:

  • avere di fronte un paziente adulto;
  • che richieda in prima persona un aiuto per il suo problema (paziente richiedente);
  • che sia sufficientemente autonomo sul piano economico;
  • che non presenti una patologia dell’area psicotica o comunque sintomi troppo gravi e compromettenti;

Una considerazione a parte va fatta per gli adolescenti, che sotto questo aspetto rappresentano dei soggetti particolarmente insidiosi dal momento che il terapeuta può essere propenso ad un lavoro che rinforzi le istanze relative al distacco all’autonomia: anche nel momento in cui puntare su questi compiti evolutivi appaia sensato ritengo che, in ogni caso, almeno il contratto terapeutico vada fatto con i genitori convocati in seduta, prevedendo fin dall’inizio di alternare tranche di sedute individuali con sedute allargate (genitori e paziente, soli genitori, l’eventuale fratria, ecc.).

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